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Quando sei a San Siro pensi e dici un sacco di cose che non puoi dire sui social perché ti censurano, non puoi dirle a casa perché se vivi da solo i vicini poi ti isolano e se non sei solo ti isolano lo stesso tutti. Giustamente. Non le puoi dire nemmeno al bar di quartiere perché le bestemmie restano comunque un privilegio riservato a 'na certa età. Ieri in attesa del calcio d'inizio, guardando il maxischermo mi chiedevo perché Thuram si può permettere le treccine e io no, ma poi qualcosa mi ha distratto. Dal terzo anello si vede Milano. Si vede tutta Milano. Quella bella e quella brutta (e qui lascio il giudizio alla soggettività). Non ci avevo mai fatto caso perché sicuramente lo noti solo in una certa stagione e con un determinato clima. "Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro" disse qualcuno (forse esagerando, ma se lo poteva permettere) che ne sapeva sicuramente più di me. Evasione: sei allo stadio ma vedi il mondo un po' come lo stanno disegnando, un po' come effettivamente è (e prova a resistere), un po' per come te lo immagini. Perché guardando in fondo, dopo le torri, io abito lì. Pensavo. O forse laggiù, dopo il centro e verso la periferia sud. O est. O forse lì, ancora più a sinistra (sì, molto più a sinistra di entrambe le curve delle tifoserie). Ma forse semplicemente questa città continua a mantenere una forza: ci fa sentire tutti a casa, nonostante tutto. E che fatica immaginare un futuro altrove! P.S: A volte usare l'immaginazione stanca ma è stancante anche chi non la usa (L. C.)
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Settembre 2025
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